Progetto 2980 – Servizi Sociali Efficienti e Funzionali – S.S.E.F.

Contesto di riferimento del Progetto

Nella Provincia di Viterbo al 31 dicembre 2017 erano presenti 30.046 immigrati comunitari ed extracomunitari. Fra gli immigrati maggiormente presenti nella provincia vi sono rumeni (47,2%), albanesi (5%) e marocchini (4%). Rispetto ai continenti di provenienza, gli immigrati provenienti dall’Europa rappresentano il 71,15% della popolazione immigrata, l’Asia il 11,33%, l’Africa il 11,30%, l’America il 6,15%, l’Oceania il 0,07% e gli Apolidi il 0,01%. Nella provincia di Viterbo vi sono 7 Sprar ordinari per una accoglienza possibile di 181 immigrati. Vi sono vari Centri di Accoglienza Straordinaria per una popolazione inferiore alle 1.000 unità. Nel territorio considerato dal progetto, la presenza degli immigrati è correlata alla presenza percentuale a livello regionale.

Negli ultimi periodi, nel territorio considerato vi sono stati episodi di intolleranza nei confronti dei migranti. Tali episodi rappresentano una spia specifica di una situazione che non sempre è in grado di saper gestire l'immigrazione in modo efficace ed efficiente. Le motivazioni di tale situazione sono tante, fra queste vi è una scarsa capacità delle amministrazioni locali di saper gestire la domanda specifica di integrazione e di servizi proveniente dai migranti residenti nel territorio e della loro famiglie. Le amministrazione locali, nei loro limiti, tendo di gestire i servizi primari in favore dei migranti con la gestione di servizi informativi e sociali limitati al massimo e non sempre si è in grado di dare risposte sufficientemente adeguate.

Da una prima analisi realizzata sul territorio sulla domanda di servizi fra i gruppi di immigrati si evidenzia che non l'accesso ai servizi sociali, scolastici e sanitari da parte dei migranti è limitato; non tutti i migranti sono consapevoli dei loro diritti che la normativa in materia specifica prevede e non sempre le amministrazioni locali sono in grado di saper gestire le domande di servizi dei migranti. Fra i tanti problemi evidenziati vi è quello della scarsa informazione da parte dei dipendenti degli enti locali sulle modalità di gestione dei servizi, sulle difficoltà a divulgare i diritti ed i doveri per gli immigrati e dalla scarsa capacità di saper fare rete informativa e sociale in favore dei target finali del progetto (famiglie di immigrati con figli e famiglie monoparentale con figli). Non basta da parte dell'amministrazione pubblica prendere in carica la problematicità del problema ma si avverte anche la necessità di attivare servizi in grado di risolvere i problemi di integrazione. Il progetto nella sua complessità intende attivare azioni in grado di rispondere a problemi di carattere territoriale, di gestione delle domande di servizi specifici da parte dei target group finali del progetto, di gestione di servizi specifici come quelli della sanità, dell'accesso ai servizi amministrativi e ai servizi scolastici. Da parte della Pubblica Amministrazione vi è una domanda di servizi specifici di mediazione culturale in modo da poter meglio comprendere la dimensione della domanda di servizi in favore dei migranti residenti o presenti nel territorio. Il progetto vuol quindi migliorare il servizio di mediazione culturale nel proprio ente con una presenza periodica di un mediatore culturale. Ciò è molto importante in quanto si tende a facilitare i rapporti e le relazioni fra la domanda specifica di un servizio e le modalità per soddisfarla da parte dell'Ente pubblico. Il progetto, inoltre, tende anche a migliorare i servizi con un approfondimento delle conoscenze sulle normative esistenti (quelle più aggiornate) in materia di integrazione in favore degli immigrati e sul ruolo che le PA hanno nei confronti degli immigrati. Lo sviluppo di nuove conoscenze sul tema immigrazione e sui temi degli approcci interculturali per la gestione di determinati servizi (soprattutto quelli sanitari) costituisce un altro step importante del progetto. L'aspetto della conoscenza delle nuove normative sono pertanto importante e determinante. Il progetto tende anche ad attivare nuove dimensioni di carattere culturale fra le comunità locali con la realizzazione di una rete territoriale e locale per l'integrazione degli immigrati in cui si vedono coinvolti attori locali, pubblici e privati, che facilitano l'accesso ai vari servizi domandati dai migranti (da quello scolastico a quello dell'amministrazione pubblica). Costituire una rete territoriale che supporta in modo attivo i processi di integrazione significa superare tanti problemi di intolleranza nei confronti dei migranti verificatisi in questo periodo nella provincia di Viterbo. Il progetto vuol quindi promuovere anche una policy in cui immigrati, comunità locali e istituzioni dialoghino in modo attivo con gli stessi diritti e gli stessi doveri.

 

Obiettivo generale della proposta progettuale

L’obiettivo generale del progetto è di migliorare l’offerta dei servizi amministrativi dell’ente locale specifico del territorio della Comunità Montana del Cimino, dei servizi scolastici fortemente personalizzati, del servizio di mediazione culturale in modo da facilitare e comprendere meglio le specificità della domanda di servizi provenienti dai migranti e dei servizi sanitari per l’utenza finale del progetto. Il progetto vuole attivare un dialogo sociale attivo fra le rispettive comunità locali (immigrati residenti e residenti indigeni) con la possibilità di far accedere tutti ai servizi sociali presenti nel territorio ed erogato dall'Ente Pubblico specifico. L'obiettivo del progetto è di riuscire ad offrire i singoli servizi con competenza e con una adeguata informazione funzionale al processo di integrazione degli immigrati e delle loro famiglie. Nella gestione dei servizi informativi per gli immigrati si terranno presente due fattori importanti e cioè quello culturale e quello dei tempi della gestione dei servizi. Il fattore culturale fra le comunità sarà superato con servizi di mediazione linguistica e culturale in grado di facilitare il dialogo fra il soggetto erogatore del servizio e l'immigrato; il fattore tempo sarà superato con la gestione di un modello innovativo di erogazione del servizio basato sulla gestione di una rete informatizzata dei servizi. I servizi inoltre soprattutto quello scolastico saranno personalizzati con un accompagnamento attivo.

 

Obiettivi specifici della proposta progettuale

Gli obiettivi specifici ed operativi del progetto sono:
a. Migliorare il sistema delle competenze professionali degli addetti ai servizi
amministrativi in favore dei migranti e dei loro bisogni di integrazione;
b. Migliorare e supportare le famiglie per l’accesso ai servizi sanitari e scolastici presenti sul territorio;
c. Migliorare i servizi di mediazione linguistica e culturale;
d. Attivare servizi di integrazione scolastica per i minori, figli delle singole famiglie coinvolte nel progetto;
e. Realizzare un’analisi dei bisogni di servizi nelle aree territoriali dell'intervento progettuale;
f. Individuare soluzioni efficaci ed innovative per la gestione dei servizi amministrativi domandati dagli immigrati;
g. Organizzare e promuovere una rete territoriale e sociale con altre Istituzioni pubbliche e private per supportare le amministrazioni pubbliche nella gestione dei singoli servizi sociali, sanitari, amministrativi e scolastici;
h. Promuovere i servizi specifici sui territori comunali con una propria unità mobile in grado di far conoscere agli immigrati i loro diritti e doveri in materia di sanità, di diritto allo studio e di gestione delle pratiche amministrative;
i. Realizzare nelle varie amministrazioni un servizio di mediazione culturale e linguistica per favorire i rapporti comunicativi;
j. Gestire nel tempo i vari servizi sociali in favore delle famiglie di immigrati.

 

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Progetto – Creatori del Futuro

Sintesi del Progetto

L’obiettivo generale del progetto è di realizzare nelle tre Regioni modelli informativi integrati capaci di offrire servizi ai giovani “talenti” con idee innovative sviluppate con attività di orientamento e placement personalizzati.
Gli obiettivi specifici del progetto sono:
a. Realizzare sportelli informativi sulle opportunità occupazionali;

b. Realizzare servizi di orientamento informativo e professionale per individuare idee e nuove opportunità occupazionali per i vari target giovanili;

c. Realizzare una rete con le Università, con le scuole e con il mondo dell'associazionismo per promuovere lo sviluppo delle singole idee imprenditoriali;
d. Realizzare attività di ricerca nei settori produttivi innovativi in cui vi è una maggiore domanda occupazionale;
e. Incoraggiare azioni di placement per i target;
f. Promuovere Spin Off per lo sviluppo delle idee imprenditoriali;
g. Realizzare un modello di monitoraggio e di valutazione delle attività e dei risultati di progetto.

 

Contesto e motivazione

Il contesto di riferimento sono le Regioni Basilicata, Lazio e Puglia. Le problematiche presenti nelle rispettive regioni sono simili: aumento della disoccupazione giovanile, aumento dei NEET, una livello di natalità basso, forte dipendenza delle generazioni nei confronti degli adulti e della famiglia con il rischio di un ritardo nell'assunzione delle responsabilità da
parte dei giovani nei confronti della società nel suo complesso. Vi è inoltre un atteggiamento negativo nei confronti delle istituzioni in generale e del sistema delle aziende. Sono assenti opportunità per svolgere un lavoro coerente con le attese di miglioramento e di inserimento professionale. Molti giovani emigrano in altri paesi in cui le opportunità di realizzazione
sono più coerenti con le proprie propensioni lavorative e professionali. Una condizione aggravata dalla crisi economica. I giovani cercano occasioni per realizzarsi nel mercato del lavoro con le proprie idee e con la propria energia positiva.

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Progetto APEI – Azioni e Politiche per un’Efficace Integrazone

Sintesi del progetto

Le finalità del progetto consistono nell'analisi contestuale delle buone prassi esistenti a livello europeo sulle modalità organizzative dei servizi in favore degli immigrati extracomunitari per attivare un dialogo interculturale efficace rispetto alle strategie europee per l'inclusione sociale degli immigrati.

I principali obiettivi specifici del progetto sono realizzare una ricerca di benchmarking sulle buone prassi esistenti in materia di promozione del dialogo interculturale e sull'organizzazione dei servizi in favore degli immigrati, realizzare seminari informativi e scambio delle buone prassi, individuare un modello comune di intervento in relazione con la strategia europea di integrazione degli immigrati.

Le azioni e le attività previste sono scambi di buone prassi, analisi delle modalità di gestione dei servizi in favore degli immigrati e realizzazione di un modello comune capace di attivare integrazione sociale e culturale degli immigrati.

La metodologia scelta per realizzare le azioni/attività è diversificata con gli obiettivi specifici di intervento, con i destinatari finali e con l'intervento da realizzare.

Gli output sono relazioni sulle buone prassi, descrizione del modello organizzativo e delle modalità di erogazione dei servizi specifici in favore degli immigrati. I risultati consistono nella possibilità di poter implementare i servizi in modo omogeneo, l'impatto atteso è il trasferimento dei modelli organizzativi sui servizi e sull'interculturalità.

Contesto dell'intervento e fabbisogni

Il contesto di intervento è nazionale ed europeo. Come prevede la strategia europea per l'integrazione in favore degli immigrati, ciascun Stato Europeo ha adottato in questi anni strategie e modalità di intervento in favore degli immigrati per garantire servizi adeguati e funzionali in favore dei migranti. Il progetto intende attivare un'analisi dettagliata sulle Buone Prassi esistenti in Grecia, in Turchia ed in Germania in materia di integrazione degli immigrati e di individuare con la partecipazione attiva dei migranti un modello comune che favorisca il processo di integrazione in modo efficace.

Il contesto europeo è caratterizzato da una normativa dell'accoglienza in profondo divenire. In questi ultimi anni, sono state approvate ed applicare varie strategie di intervento nei confronti dei migranti ma sempre in una logica di emergenza e di assistenza continua capace di offrire un reale futuro alla persona che emigra per diversificate motivazioni. I rifugiati ed i richiedenti asilo, secondo i dati al 2016, sono stati in Europa 1.259.955.

Sono state presentate, nei primi sei mesi del 2017, 327.725 domande di protezione internazionale, con una forte diminuzione del 43,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Oltre il 75% dei richiedenti protezione internazionale sono concentrate in Germania, in Italia ed in Francia. Le domande presentate dai minori stranieri non accompagnati al 2016 sono state 63.290 con una diminuzione del 34,1% rispetto all'anno 2015. Come si può notare il fenomeno dell'invasione migratoria è diminuita notevolmente. Nel 2017 e nei primi mesi del 2018, gli sbarchi sono ancora diminuiti. Il fenomeno della migrazione non potrà comunque diminuire con politiche ed accordi internazionali che bloccano la mobilità in generale delle persone. Il fenomeno dell'immigrazione porta con sé tanti problemi. Ma certamente quello più significativo è il processo di integrazione nei paesi ospitanti.

A livello europeo non vi è una sola procedura che riesca a definire un modello di integrazione. Ciascun Stato nella propria sovranità e nel rispetto delle raccomandazioni e decisioni europee applica il proprio modello. Vi è il modello tedesco, quello italiano, adesso quello greco. Ma vi sono anche Stati che non gestiscono il processo migratorio con le norme europee come è quello turco. Le diversificate modalità di integrazione definisce un panorama diversificato di effetti sul contesto locale con l'aumento anche di fenomeni conflittuali nei confronti dei migranti. Tali generalizzazioni consentono comunque di avviare una riflessione su quale modello integrativo è possibile ragionare per ottenere risultati verosimili a livello europeo. La conoscenza dei singoli modelli costituisce un primo momento per individuare le differenze applicative e colmarle con norme e procedure che si avvicinano ad uno standard comune.

Un altro problema è la difficoltà concreta ad integrare le diverse culture di cui sono portatori i migranti dai loro contesti di provenienza rispetto a quelli di arrivo. Si tende quasi sempre a ghettizzare l'immigrato. Non si comprende invece, come è sempre stato nelle storie delle migrazioni, che gli immigrati rappresentano un valore aggiunto generale rispetto ai contesti di arrivo. Essi possono tranquillamente come dimostrato da vari economisti e anche dall'Inps rafforzare il sistema economico locale. Ciò ci fa comprendere che non è con la segregazione o l'allontanamento dalle comunità che si può risolvere il fenomeno dell'immigrato. Vi è la necessità di attivare politiche interculturali basate sul dialogo e sull'ascolto delle diversità per poter far diventare cittadini i tanti immigrati presenti in Europa.

Soltanto con il dialogo è possibile realizzare una società multietnica. I due problemi principali a cui il progetto tende di dare delle risposte con azioni di analisi e di sperimentazione sono quelli delle modalità specifiche del processo di accoglienza e di integrazione nei confronti dei migranti e delle modalità di realizzazione di una società multietnica basata sul dialogo e sull'ascolto delle comunità presenti nei contesti di arrivo. Il progetto quindi vuole individuare soluzioni in grado di promuovere un primo confronto positivo sulla "positività" per gli Stati e per le Comunità Europee del valore aggiunto culturale, economico e sociale di cui sono portatori i tanti migranti arrivati, in questi ultimi anni, in Europa.

La descrizione completa del progetto è disponibile QUI

 

DOCUMENTI DI PROGETTO

Brochure di progetto

Invito Seminario

Presentazione del progetto

Locandina Presentazione di progetto

Comunicato stampa

Piano di comunicazione

Fac simile accordo di rete territoriale

Progetto Reti convenzioni Basilicata

Sintesi della convenzione

La presente convenzione ha per oggetto:

  1. a) l’attivazione della partnership di progetto con ASSOCIAZIONE FILEF BASILICATA avente sede in Via Vaccaro, n.127 — Potenza – E: 96070180763, e l’affidamento delle attività di coprogettazione e successiva presentazione di un progetto regionale, previste nell’avviso adottato dalla Regione Basilicata — Dipartimento Politiche della Persona con D.G.R. n.640 del 14/06/16;
  2. b) le modalità di realizzazione delle attività in coerenza con gli obiettivi della propria programmazione, secondo le linee di indirizzo del Programma FAMI — Multi Azione 20 14-2020 Azione 03;
  3. c) le modalità della gestione amministrativa e della rendicontazione conformemente a quanto stabilito nel sopracitato Avviso ministeriale e nella convenzione di Sovvenzione da sottoscrivere tra l’Autorità Delegata e il Beneficiari finale, regione Basilicata.

La descrizione completa della convenzione è disponibile QUI

Progetto PORTAMIBAS – Portale Migranti Basilicata

Sintesi del progetto

Dall'analisi dei dati Istat emerge che la Basilicata è la penultima Regione del Sud per popolazione straniera residente. A gennaio 2015 gli stranieri residenti sono poco più di 18.000, di cui circa la metà non comunitari, con un’incidenza complessiva pari al 3,2 per cento sul totale della popolazione residente in Regione. La concentrazione maggiore si registra nella Provincia di Matera (50,9%). La comunità più numerosa è quella albanese, il 18,7%, con 1.744 cittadini, cui segue quella marocchina con 1.653 cittadini, che costituiscono il 17,7% sul totale dei non comunitari. Dal 9° Rapporto sugli Indici di integrazione del CNEL si evince la difficoltà dell’immigrato di potersi integrare in modo efficace nella Regione Basilicata. L’indice del potenziale di integrazione, infatti, è al 18° posto, mentre l’indice di inserimento lavorativo è pari al 37,7%, l’indice di inserimento sociale è 45,8. L’indice di attrattività territoriale sintetica posiziona la Basilicata al 18° posto (fascia di intensità minima) con un valore pari a 16,9 su 100.

L’Amministrazione Regionale ha sempre mostrato un’attenzione particolare alla questione e intende migliorare la gestione dei fenomeni migratori attraverso politiche di accoglienza e di integrazione dei migranti con il potenziamento di strumenti esistenti. Dall'analisi dei dati di una ricerca condotta sul campo, nell'ambito del Progetto RETI, finanziato dal Ministero dell’Interno con il Fondo FEI (Azione 5 “Informazione, comunicazione e sensibilizzazione sui diritti ed i doveri in favore degli immigrati extracomunitari”) con riferimento ai fabbisogni della popolazione straniera residente è emersa l’esigenza di disporre di un orientamento informativo semplice e immediato sulle questioni inerenti il lavoro, la formazione, l’assistenza sanitaria e socio assistenziale, la tutela legale, intesa come riconoscimento dei propri diritti, e la mobilità sul territorio nazionale e comunitario.

La realizzazione del portale informativo è una soluzione innovativa per l’intero sistema informativo in favore degli immigrati residenti nella Regione Basilicata. Esso costituisce, infatti, un modello di comunicazione integrato capace di collegarsi con gli sportelli informativi già esistenti, con le amministrazioni locali oltre che con le associazioni di volontariato o altri soggetti, offrendo informazioni dettagliate circa le opportunità di integrazione sociale ed economica per gli immigrati. Il Progetto Re.T.I, che è stato il primo passo verso questo nuovo modello integrato, ha consentito di avviare la realizzazione di una banca dati da utilizzare per la definizione delle politiche sociali della Regione Basilicata (Sistema Informativo Sociale Basilicata – SISB). In ragione di questi primi importanti risultati e del fabbisogno ancora presente sul territorio, la Regione intende capitalizzare l’esperienza positiva del progetto RETI e implementare il sistema realizzato per migliorare l’inclusione e l’integrazione degli immigrati.

Contesto dell'intervento e fabbisogni

 In linea con l‘obiettivo previsto dal bando FAMI, "Favorire un'informazione integrata e completa sui servizi e sulle opportunità presenti sul territorio nazionale, in particolare attraverso la valorizzazione di strumenti di comunicazione istituzionale e il consolidamento delle reti esistenti dal livello locale fino a quello nazionale", con la presente proposta progettuale si intende rendere la Regione Basilicata “migrant needs compliant", attraverso interventi volti al consolidamento di un modello di comunicazione integrato fra amministrazioni centrali, regionali e locali per migliorare il processo di inclusione e integrazione degli immigrati. Favorire l’accesso ai servizi offerti sul territorio nazionale e assicurare la corretta informazione ai cittadini stranieri è, infatti, il presupposto fondamentale per facilitare il loro inserimento nelle dinamiche della società italiana. Pertanto, al fine di gestire in modo innovativo il fenomeno dell'immigrazione, che ha prodotto importanti impatti nella cultura e nell'organizzazione sociale dei territori, si propone di istituzionalizzare un sistema strutturato di informazione con strumenti informatizzati e non, capaci di rispondere alle esigenze della popolazione straniera.

Viste le caratteristiche della platea dei beneficiari e, considerato l’intento di valorizzare i preesistenti canali di comunicazione, gli obiettivi specifici si possono riassumere come segue:

1.garantire l’acceso all’informazione promuovendone l’integrazione attraverso:

-la costituzione di una rete tra sportelli immigrati, Portale integrazione del Ministero dell’Interno e PUA distrettuali delle provincie di Potenza e Matera, garantendo il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali e sociali che a vario titolo rientrano nel percorso di integrazione e inclusione degli immigrati;

-il potenziamento delle relazioni tra soggetti pubblici e privati attivate nell’ambito della gestione dei servizi dedicati agli immigrati;

-la capitalizzazione dell’esperienza pregressa acquisita nell’ambito del progetto Re.TI mediante la predisposizione di versioni plurilingue al fine di migliorare la sua fruibilità;

-la promozione dei servizi offerti in favore dei migranti;

2.promuovere azione finalizzate al monitoraggio dei servizi resi in funzione dell’utenza;

3. empowerment della governance delle amministrazioni locali attraverso attività di formazione- informazione.

 

La descrizione completa del progetto è disponibile QUI

Progetto AMA 451 – Accoglienza Minori non Accompagnati

Sintesi del progetto

 La proposta progettuale scaturisce dalla necessità di dover proseguire l’esperienza del progetto AMA Az. n. 104 come previsto dalla Misura Emergenziale “Miglioramento della capacità nell’ambito del territorio italiano di accogliere minori stranieri non accompagnati”. Il contesto di riferimento del progetto è quello già sperimentato ed attuato nel progetto AMA e cioè i territori dei comuni di San Fele e Rapone in provincia di Potenza; in questa realtà sono stati organizzati e gestiti n. 3 centri di accoglienza per MSNA fino dal 3 giugno 2015 al 22 febbraio 2016. Il livello di organizzazione e di ottimizzazione dei servizi sono buoni; nel periodo indicato si sono potute sperimentare

varie buone prassi sulle modalità di riconoscimento dell’età e sulle modalità di organizzazione e di gestione dei servizi in favore dei MSNA. Vi è la necessità di dover completare le azioni di accoglienza per altri 47 MSNA per il periodo considerato in modo da poter concludere le attività di accoglienza per la programmazione prevista inizialmente. I target group sono minori stranieri non accompagnati provenienti dai centri di sbarco nazionali. Il progetto è coerente con le azioni e con il target group finale come previsto dall’Invito specifico.

Descrizione degli obiettivi di progetto

 Gli obiettivi generali del progetto sono di continuare il processo organizzativo di prima accoglienza dei minori non accompagnati in strutture certificate o in fase di certificazione (avvio della procedura di certificazione), organizzando e gestendo servizi di prima identificazione dei MSNA con gestione di servizi integrati funzionali per il loro benessere e per avviare processi di integrazione ed inclusione sociale.

Gli obiettivi specifici del percorso progettuale sono:

– Realizzare accordi di collaborazione e di cooperazione con gli altri attori che sono coinvolti nel processo di prima accoglienza del minore non accompagnato;

– Realizzare tutti i servizi necessari (dal sociale al legale) per ottimizzare il processo di identificazione e di inserimento del minore straniero non accompagnato;

– Coinvolgere e dialogare in modo diretto il volontariato locale nelle varie fasi di gestione della prima accoglienza;

– Realizzare un trasferimento efficace dei minori non accompagnati dai luoghi di sbarco/arrivo ai centri di prima accoglienza individuati nel progetto;

– Organizzare le varie strutture di accoglienza secondo i criteri individuati nella normativa vigente in materia a livello nazionale e regionale;

– Realizzare i servizi di prima necessità per i minori (pulizia del locali, modalità di gestione dei pasti, fornitura della biancheria, etc.);

– Attivare primi servizi di accoglienza quali l’identificazione con il supporto di un legale e secondo le procedure e le modalità previste dalla normativa vigente in materia;

– Attivare le azioni e le procedure per la nomina del tutore del minore;

– Attivare le procedure di richiesta di protezione internazionale qualora venga richiesta dal minore;

– Attivare le procedure di e/o realizzare procedure ricongiungimento familiare, qualora venga richiesto dal minore;

– Attivare ulteriori servizi di riconoscimento del minore e di rilascio di documenti specifici (dalla carta di identità alla tessera sanitaria):

– Realizzare attività di assistenza sanitaria e di supporto psico-scoiale, di gruppo e/o personalizzati;

– Realizzare un archivio personalizzato dei documenti del minore per poi attivare il passaggio dalla prima alla seconda accoglienza;

– Attivare processi di seconda accoglienza nel sistema SPRAR attraverso il

coinvolgimento attivo degli attori locali coinvolgi nel progetto;

– Coinvolgere in modo attivo le varie associazioni di volontariato presente nel territorio

promuovendo azioni di animazione sociale e di promozione al benessere personalizzato

e di gruppo;

– Realizzare attività di animazione sociale con il coinvolgimento attivo degli attori delle

associazioni del territorio.

La descrizione completa del progetto è disponibile QUI