Progetto 2980 – Servizi Sociali Efficienti e Funzionali – S.S.E.F.

Contesto di riferimento del Progetto

Nella Provincia di Viterbo al 31 dicembre 2017 erano presenti 30.046 immigrati comunitari ed extracomunitari. Fra gli immigrati maggiormente presenti nella provincia vi sono rumeni (47,2%), albanesi (5%) e marocchini (4%). Rispetto ai continenti di provenienza, gli immigrati provenienti dall’Europa rappresentano il 71,15% della popolazione immigrata, l’Asia il 11,33%, l’Africa il 11,30%, l’America il 6,15%, l’Oceania il 0,07% e gli Apolidi il 0,01%. Nella provincia di Viterbo vi sono 7 Sprar ordinari per una accoglienza possibile di 181 immigrati. Vi sono vari Centri di Accoglienza Straordinaria per una popolazione inferiore alle 1.000 unità. Nel territorio considerato dal progetto, la presenza degli immigrati è correlata alla presenza percentuale a livello regionale.

Negli ultimi periodi, nel territorio considerato vi sono stati episodi di intolleranza nei confronti dei migranti. Tali episodi rappresentano una spia specifica di una situazione che non sempre è in grado di saper gestire l’immigrazione in modo efficace ed efficiente. Le motivazioni di tale situazione sono tante, fra queste vi è una scarsa capacità delle amministrazioni locali di saper gestire la domanda specifica di integrazione e di servizi proveniente dai migranti residenti nel territorio e della loro famiglie. Le amministrazione locali, nei loro limiti, tendo di gestire i servizi primari in favore dei migranti con la gestione di servizi informativi e sociali limitati al massimo e non sempre si è in grado di dare risposte sufficientemente adeguate.

Da una prima analisi realizzata sul territorio sulla domanda di servizi fra i gruppi di immigrati si evidenzia che non l’accesso ai servizi sociali, scolastici e sanitari da parte dei migranti è limitato; non tutti i migranti sono consapevoli dei loro diritti che la normativa in materia specifica prevede e non sempre le amministrazioni locali sono in grado di saper gestire le domande di servizi dei migranti. Fra i tanti problemi evidenziati vi è quello della scarsa informazione da parte dei dipendenti degli enti locali sulle modalità di gestione dei servizi, sulle difficoltà a divulgare i diritti ed i doveri per gli immigrati e dalla scarsa capacità di saper fare rete informativa e sociale in favore dei target finali del progetto (famiglie di immigrati con figli e famiglie monoparentale con figli). Non basta da parte dell’amministrazione pubblica prendere in carica la problematicità del problema ma si avverte anche la necessità di attivare servizi in grado di risolvere i problemi di integrazione. Il progetto nella sua complessità intende attivare azioni in grado di rispondere a problemi di carattere territoriale, di gestione delle domande di servizi specifici da parte dei target group finali del progetto, di gestione di servizi specifici come quelli della sanità, dell’accesso ai servizi amministrativi e ai servizi scolastici. Da parte della Pubblica Amministrazione vi è una domanda di servizi specifici di mediazione culturale in modo da poter meglio comprendere la dimensione della domanda di servizi in favore dei migranti residenti o presenti nel territorio. Il progetto vuol quindi migliorare il servizio di mediazione culturale nel proprio ente con una presenza periodica di un mediatore culturale. Ciò è molto importante in quanto si tende a facilitare i rapporti e le relazioni fra la domanda specifica di un servizio e le modalità per soddisfarla da parte dell’Ente pubblico. Il progetto, inoltre, tende anche a migliorare i servizi con un approfondimento delle conoscenze sulle normative esistenti (quelle più aggiornate) in materia di integrazione in favore degli immigrati e sul ruolo che le PA hanno nei confronti degli immigrati. Lo sviluppo di nuove conoscenze sul tema immigrazione e sui temi degli approcci interculturali per la gestione di determinati servizi (soprattutto quelli sanitari) costituisce un altro step importante del progetto. L’aspetto della conoscenza delle nuove normative sono pertanto importante e determinante. Il progetto tende anche ad attivare nuove dimensioni di carattere culturale fra le comunità locali con la realizzazione di una rete territoriale e locale per l’integrazione degli immigrati in cui si vedono coinvolti attori locali, pubblici e privati, che facilitano l’accesso ai vari servizi domandati dai migranti (da quello scolastico a quello dell’amministrazione pubblica). Costituire una rete territoriale che supporta in modo attivo i processi di integrazione significa superare tanti problemi di intolleranza nei confronti dei migranti verificatisi in questo periodo nella provincia di Viterbo. Il progetto vuol quindi promuovere anche una policy in cui immigrati, comunità locali e istituzioni dialoghino in modo attivo con gli stessi diritti e gli stessi doveri.

 

Obiettivo generale della proposta progettuale

L’obiettivo generale del progetto è di migliorare l’offerta dei servizi amministrativi dell’ente locale specifico del territorio della Comunità Montana del Cimino, dei servizi scolastici fortemente personalizzati, del servizio di mediazione culturale in modo da facilitare e comprendere meglio le specificità della domanda di servizi provenienti dai migranti e dei servizi sanitari per l’utenza finale del progetto. Il progetto vuole attivare un dialogo sociale attivo fra le rispettive comunità locali (immigrati residenti e residenti indigeni) con la possibilità di far accedere tutti ai servizi sociali presenti nel territorio ed erogato dall’Ente Pubblico specifico. L’obiettivo del progetto è di riuscire ad offrire i singoli servizi con competenza e con una adeguata informazione funzionale al processo di integrazione degli immigrati e delle loro famiglie. Nella gestione dei servizi informativi per gli immigrati si terranno presente due fattori importanti e cioè quello culturale e quello dei tempi della gestione dei servizi. Il fattore culturale fra le comunità sarà superato con servizi di mediazione linguistica e culturale in grado di facilitare il dialogo fra il soggetto erogatore del servizio e l’immigrato; il fattore tempo sarà superato con la gestione di un modello innovativo di erogazione del servizio basato sulla gestione di una rete informatizzata dei servizi. I servizi inoltre soprattutto quello scolastico saranno personalizzati con un accompagnamento attivo.

 

Obiettivi specifici della proposta progettuale

Gli obiettivi specifici ed operativi del progetto sono:
a. Migliorare il sistema delle competenze professionali degli addetti ai servizi
amministrativi in favore dei migranti e dei loro bisogni di integrazione;
b. Migliorare e supportare le famiglie per l’accesso ai servizi sanitari e scolastici presenti sul territorio;
c. Migliorare i servizi di mediazione linguistica e culturale;
d. Attivare servizi di integrazione scolastica per i minori, figli delle singole famiglie coinvolte nel progetto;
e. Realizzare un’analisi dei bisogni di servizi nelle aree territoriali dell’intervento progettuale;
f. Individuare soluzioni efficaci ed innovative per la gestione dei servizi amministrativi domandati dagli immigrati;
g. Organizzare e promuovere una rete territoriale e sociale con altre Istituzioni pubbliche e private per supportare le amministrazioni pubbliche nella gestione dei singoli servizi sociali, sanitari, amministrativi e scolastici;
h. Promuovere i servizi specifici sui territori comunali con una propria unità mobile in grado di far conoscere agli immigrati i loro diritti e doveri in materia di sanità, di diritto allo studio e di gestione delle pratiche amministrative;
i. Realizzare nelle varie amministrazioni un servizio di mediazione culturale e linguistica per favorire i rapporti comunicativi;
j. Gestire nel tempo i vari servizi sociali in favore delle famiglie di immigrati.

 

La descrizione completa del progetto è disponibile QUI