Emigrazione e sviluppo: Rete di talenti per il sud

Filef Basilicata aderisce all’iniziativa “Rete di Talenti per il Sud” promossa dal Ministro per il Sud Provenzano. L’iniziativa ha lo scopo di connettere competenze e know-how dei giovani talenti meridionali all’estero affinché contribuiscano alla ripresa economica, culturale e sociale del meridione del nostro paese.

Si trata di una iniziativa importante perché giovani, che nelle comunità di accoglienza all’estero sono riconosciuti per la qualità del loro apporto, concorrano allo sviluppo del Sud d’Italia in grande difficoltà per le conseguenze dell’aggravarsi della crisi economica a seguito del coronavirus.


Di seguito si allega la nota integrale emessa al ministro per il Sud sull’iniziativa.

“Negli ultimi quindici anni, il Mezzogiorno ha perso più di 600 mila giovani, più di 240 mila laureati, che si sommano alla comunità straordinaria degli italiani nel mondo. Si tratta di un enorme patrimonio di crescita disperso, che tuttavia non deve considerarsi definitivamente perduto alla causa dello sviluppo dell’area. Molti dei meridionali emigrati, infatti, che hanno acquisito un bagaglio di conoscenze ed esperienze nei diversi contesti nazionali, europei e internazionali ma spesso mantenendo una fitta rete di relazioni con i luoghi di origine, aspettano solo di avere un’occasione per metterlo a disposizione del Sud.
Se ve ne fosse stato bisogno, la recente emergenza dovuta alla pandemia del Coronavirus ha dimostrato, con le iniziative di solidarietà, la collaborazione tra individui e istituzioni, le moderne tecnologie, il sentimento di comunità che tiene insieme gli italiani all’estero con i propri luoghi di origine, che anche rimanendo lontani si può essere vicini: negli affetti, nelle relazioni, nella ricerca di soluzioni pratiche che aiutino il Paese.
Bisogna costruire un’alleanza tra chi è al Sud e chi dal Sud è andato via. La chiave sta nel creare occasioni istituzionali e informali per mettere in relazione chi è emigrato, imparando a muoversi in nuovi contesti, e chi produce innovazione nel Mezzogiorno e conosce la realtà attuale dei territori. Si è spesso evidenziato come la nuova emigrazione impoverisce il territorio di origine, non riservando nemmeno il prezioso contributo delle rimesse finanziarie, come accadeva in altre epoche storiche.
Eppure, le nuove tecnologie digitali consentirebbero “ritorni” ancora più preziosi: le “rimesse di conoscenza”, le “rimesse di know how”. Nella discussione che si sta facendo sulla riorganizzazione delle nostre società dopo la pandemia, si tratterà di passare dalla fase di emergenza a quella di normalità, nella quale le reti, quelle delle persone come quelle virtuali, possano diventare strumenti organici di relazioni e di sviluppo e come, attraverso le reti, un ruolo importante possano avere i tanti italiani all’estero.
Il Piano Sud 2030 assume tra i propri obiettivi quello di creare occasioni istituzionali e informali per mettere in relazione chi è emigrato – imparando a muoversi in nuovi contesti – e chi produce innovazione nel Mezzogiorno e conosce la realtà attuale dei territori.
La “Rete di Talenti per il Sud” favorirà il trasferimento di conoscenze e buone pratiche, sfruttando i vantaggi delle reti telematiche e digitali; la diffusione di una cultura delle politiche di innovazione e della nuova imprenditorialità tecnologica; il sostegno a giovani che vogliono restare o ritornare al Sud per dar vita a startup o lavorare in hub di ricerca; l’ingresso dei “talenti” in partnership imprenditoriali innovative. L’obiettivo di breve termine è quello di costruire una Piattaforma digitale che consenta di interrogare i “talenti”, individualmente o in via istituzionale, da parte di amministrazioni, imprese, cittadini impegnati in progetti di innovazione nel Mezzogiorno, con l’organizzazione di meeting periodici e workshop specifici.
Con queste finalità chiedo la vostra cortese collaborazione – e quella della vostra organizzazione– a individuare e segnalarci nominativi di personalità che rispondano ai seguenti requisiti:
– hanno origine meridionale;
– rivestono ruoli particolarmente significativi nel management di Stato e/o di imprese, società finanziarie oppure nella direzione di istituti e programmi di ricerca, con particolare riferimento alle discipline scientifico–tecnologiche e sociali, o che si siano inventati originali attività imprenditoriali o start-up.”  

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